un progetto di Gabriele Portoghese
condiviso con Dario Felli, Maria Elena Fusacchia, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi
drammaturgia e regia Gabriele Portoghese
con Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi
progetto sonoro Emanuele Pontecorvo
disegno luci Maria Elena Fusacchia
regia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo

per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano
una produzione INDEX
con il sostegno di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il supporto di MAB Maison des Artistes Bard, Olinda/TeatroLaCucina
e con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

Dove sono i nostri amici morti? Perché siamo qui? Veniamo da qualche parte? Cos’è la libertà? Qualche tempo fa, Baudelaire appuntava questi semplici interrogativi. Ogni volta che facciamo una domanda alla vita o alla morte, ci affacciamo su qualcosa che ci sfugge, un altrove.

 

Preghierine ha a che fare col nostro bisogno di consolazione e con quel luogo inconsolabile dell’anima in cui cerchiamo il senso della nostra esperienza sulla terra. Le preghierine sono liste di desideri frivoli o inconfessabili. Pensieri violenti, teneri, perversi. Sinceri. Il tempo che occupano è un tempo improduttivo. Sospeso. Tempo dentro di noi.

 

Ci sono alcuni lampi di Lo Spleen di Parigi e di Il mio cuore messo a nudo di Baudelaire. L’Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto ha suggerito una cornice. È l’annunciazione meno austera su cui ci sia capitato di mettere gli occhi. Quando l’Angelo irrompe, la Madonna si gira, sorprende noi, che stavamo a guardare. Pare di sentire, in quella casa, un gran fracasso. Il gatto si spaventa e se la squaglia. Qualcosa di ridicolo e di umano inciampa nel sacro.

 

Nella nostra cornice ci sono due figure, uno straniero baudelairiano (chi è? da dove arriva?) e un uomo comune. Più che una narrazione, Preghierine si propone di essere una composizione. In uno spazio scarno affiorano un interno domestico e un misterioso esterno. Suoni e luci suggeriscono luoghi e situazioni del reale e dell’immaginario. Quotidiano e straordinario si incontrano. Si avvicendano – come frammenti – confessioni, circostanze, immagini.

 

Una folata di preghierine invade lo spazio. Voci sparse che sembrano evocare un impietoso – ma non spietato – Noi.

 

© Gabriele Portoghese
© Maria Elena Fusacchia