Il Viale del Tramonto
: muta imago
di Muta Imago
con Iaia Forte, Massimo Verdastro, Giovanni Onorato
regia e scene Claudia Sorace
drammaturgia e suono Riccardo Fazi
musiche originali Lorenzo Tomio
luci e direzione tecnica Maria Elena Fusacchia
Iaia Forte è vestita da Maria Grazia Chiuri
costumi Fiamma Benvignati
assistente alla regia Francesco Di Stefano
realizzazione scenografie Roma Scenotecnica
macchinista Raffaele Basile
elettricista Marco Fasciana
fonico Andrea Lepri
responsabile di produzione Luisa Di Napoli
organizzazione Alessandro Beltaro
amministrazione Sabrina Competiello
distribuzione Arianna Terzoni
ufficio stampa Maddalena Peluso
social media Gaia Giardina
foto Circa.studio/Maria Giovanna Sodero
una produzione Argot Produzioni
in coproduzione con INDEX, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con Solares Fondazione delle Arti
in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
Il Viale del Tramonto è una storia di spettri, raccontata da spettri.
Una casa abbandonata, una diva dimenticata, il suo cameriere e grande regista del passato: la loro vita sospesa viene interrotta dall’arrivo di un giovane sceneggiatore squattrinato che, come accade nelle migliori favole nere, lentamente viene catturato nella rete della ricca diva.
L’incontro tra lo stile onirico e potente del duo Muta Imago e l’energia e l’espressività di Iaia Forte fa deflagrare la cornice narrativa del film per invitare lo spettatore all’interno di un viaggio psichico, psichedelico e onirico dove i confini tra attore, personaggio e persona si confondono in un continuo gioco di specchi e trasparenze.
Con la regia di Claudia Sorace, in scena Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato danno vita a uno scontro inevitabile tra un presente bloccato e senza più ideali e un passato mitico dal quale affiorano fantasmi rumorosi ed esigenti, portatori di una visione del mondo e dell’arte assoluta e struggente. La drammaturgia di Riccardo Fazi apre continui varchi temporali tra il presente e la storia del teatro, tra le parole dei tre personaggi e le voci provenienti dal passato, personale e mitico allo stesso tempo, degli attori in scena, portatrici di mondi ormai sul punto di sparire.
Il Viale del Tramonto è una riflessione profonda sul mestiere dell’attore, sul senso stesso del fare teatro e sulla paura del tramonto, personale e collettivo; il racconto del nostro disperato tentativo di resistere all’oblio, attraverso le possessioni, gli incantamenti e le domande che l’arte del teatro continua a porci.