La vegetariana

: daria deflorian


scene dal romanzo di Han Kang
adattamento del testo di Daria Deflorian e Francesca Marciano

una co-creazione con Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese

scene Daniele Spanò
luci Giulia Pastore
suono Emanuele Pontecorvo
costumi Metella Raboni
collaborazione al progetto Attilio Scarpellini
aiuto regia Andrea Pizzalis
regia Daria Deflorian

produzione, organizzazione, amministrazione Valentina Bertolino, Silvia Parlani, Grazia Sgueglia
comunicazione Francesco Di Stefano
una produzione INDEX; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello in corealizzazione con Romaeuropa Festival; TPE – Teatro Piemonte Europa; Triennale Milano Teatro
in coproduzione con Odéon–Théâtre de l’Europe; Festival d’Automne à Paris; théâtre Garonne scène européenne – Toulouse

con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

copyright © Han Kang 2007
copyright © Adelphi 2016

“Mi piace lasciare uno spazio vuoto al centro delle mie storie. La protagonista è sempre vista dagli altri (…) questo fatto la rende soggetta a continui malintesi, anche da parte del lettore. Tutti gli sguardi in contrasto tra loro falliscono quando vogliono dirci la verità su qualcuno o qualcosa”
Han Kang, a proposito de La vegetariana

 

Il progetto è l’adattamento per il teatro del romanzo della scrittrice sudcoreana Han Kang. La vegetariana è stato il libro che l’ha fatta conoscere nel 2016 nel nostro Paese e che le è valso il Man Booker International Prize nello stesso anno.

 
La vicenda è quella di Yeong-hye che è, nelle parole di suo marito che aprono il primo capitolo, una donna “del tutto insignificante”. È una casalinga diligente, una moglie ragionevolmente attenta, una giovane non del tutto infelice, ma senza nessuna grande passione. Suo marito, il signor Cheong, è un impiegato mediocre, non molto ambizioso, leggermente disilluso dalla sua vita, ma non in modo drammatico. Il tempo scorre e i due continuano a vivere la loro vita ordinaria, ma la loro normalità è più fragile di quanto si rendano conto. Le cose cominciano a incrinarsi il giorno in cui Yeong-hye butta via tutta la carne dal congelatore e annuncia che d’ora in poi diventerà vegetariana. L’unica spiegazione che dà al marito è: “Ho fatto un sogno”. Questa storia in tre atti dopo aver raccontato la decisione di Yeong-hye e la reazione della sua famiglia si concentra nella seconda sul cognato, un artista senza successo che diventa ossessionato dal suo corpo e infine la terza ci mostra In-hye, la sorella, manager di un negozio di cosmetici, che cerca di trovare il modo di affrontare le conseguenze dei vari disastri familiari in corso. 

 

È un testo sensuale, provocatorio e violento, ricco di immagini potenti, colori sorprendenti e domande inquietanti. Mentre la protagonista cambia, anche la lingua del libro cambia, dalla irritazione sconcertata della narrazione in prima persona del marito nella prima parte alla prosa misurata del mondo della sorella, dalla narrativa densa e sanguinosa dei sogni di Yeong-hye alle descrizioni vivide di corpi dipinti con fiori che stanno sbocciando o sfiorendo nel capitolo dedicato al cognato. Frase dopo frase, La vegetariana è un’esperienza straordinaria.

 

© Andrea Pizzalis