Il 14 giugno 2026, presso la Biblioteca Sperelliana di Gubbio, Muta Imago ha ricevuto il Premio “L’Asino che Vola. Dedicato a Goffredo Fofi”. Queste le motivazioni:
Nel 2006 nasce la compagnia teatrale Muta Imago, fondata da Claudia Sorace e Riccardo Fazi. Debutta con (a+b)³: una storia archetipica di amore e guerra, poesia orfica dopo un viaggio agli inferi. Colpiva allora il raffinato linguaggio teatrale costruito tramite immagini mute, ombre, silhouette e rumori evocativi. Le uniche parole venivano proiettate sul fumo di una sigaretta scambiata tra la giovane donna e il fantasma dell’amato, morto in guerra. Vent’anni dopo Muta Imago, che adesso utilizza e produce drammaturgie (anche in forma di audiodocumentari e podcast spesso sorprendenti), non perde la sua grazia e al contrario allarga gli orizzonti realizzando con Atomica, uno spettacolo “necessario” e immaginifico. Tratto dalla corrispondenza tra il filosofo tedesco Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota che dà l’ok definitivo per lo sgancio della bomba atomica su Hiroshima, questo lavoro ci ricorda quanto “l’uomo sia antiquato” nel nostro presente di forsennato sviluppo tecnologico e guerrafondaio. Coniugando nostalgia e intimità Muta Imago interroga la grande Storia senza rinunciare mai alla poesia.
Dal 29 giugno all’11 luglio, al Teatro Maddalene di Padova, va in scena Il Giardino, da Anton Čechov, con la regia di Claudia Sorace, la drammaturgia e il suono di Riccardo Fazi e con le allieve attrici e gli allievi attori dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto.
Il giardino dei ciliegi è una storia di fantasmi. Di apparizioni, di ritorni e di manifestazioni. Una storia già accaduta, forse ricordata, forse rievocata per potersene liberare per sempre. Il ritorno a casa di Ljuba e della sua famiglia mette una vecchia casa in subbuglio e disordine: dal momento in cui i protagonisti del dramma attraversano la soglia dell’ingresso, le cose non stanno più al loro posto e riemergono crepe, apparizioni, trucchi.
Il 23 maggio, in occasione della Notte dei Musei 2026, Muta Imago porta Passaggi al Salone di Palazzo Nuovo e alla Sala dei Filosofi dei Musei Capitolini di Roma. Non uno spettacolo portato in un museo, ma un’azione che nasce dalla natura stessa dello spazio. Cinque performer — Federica Dordei, Ivan Graziano, Marisa Grimaldo, Giovanni Onorato e Arianna Pozzoli — abitano la sala per quattro ore, portando in voce frammenti di Platone, Epicuro, Anassimandro, Democrito: lettere, dialoghi, pensieri sull’amore, la morte, il tempo e la felicità, nell’intimità di un ascolto che è pubblico e privato allo stesso tempo. In sottofondo, la musica suonata dal vivo da Claudio Molinari costruisce un paesaggio sonoro che sposta il tempo senza abbandonare il presente.
Il 9 maggio 2026 al Teatro Miela, nell’ambito di Scienza e Virgola – Festival del libro scientifico, Muta Imago apre le pagine dei propri quaderni di lavoro per presentare Atomica – Epistolario: una lettura costruita attorno allo scambio epistolare tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, aviatore incaricato di verificare le condizioni meteorologiche per il rilascio della bomba su Hiroshima, e che non riuscì mai a liberarsi dal peso di quella decisione. Una storia di fantasmi che attraversa il Novecento e arriva fino a noi, interrogando la natura profonda dell’essere umano tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto.
Mercoledì 15 aprile, Radio3 Scienza ha dedicato uno spazio ad Atomica: Claudia Sorace e Riccardo Fazi hanno dialogato con lo scrittore Paolo Giordano, consulente letterario dello spettacolo, a partire dal carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il meteorologo che diede il via libera allo sgancio della bomba su Hiroshima. Al centro: le responsabilità individuali di fronte alla Storia e la domanda su quale futuro sia possibile in un mondo che ha creato i mezzi per annientare se stesso.
Il giorno seguente, giovedì 16 aprile, Il Teatro di Radio3 ha trasmesso per la prima volta la versione radiofonica dello spettacolo.
Entrambe le puntate sono disponibili in streaming su RaiPlay Sound.
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Il Piccolo Teatro di Milano dedica a Daria Deflorian, artista associata per il triennio 2025–2027, una personale dal 7 al 19 aprile 2026.
La rassegna presenterà alcuni dei suoi lavori più recenti, ispirati a grandi autori e autrici della letteratura contemporanea – Han Kang, Annie Ernaux ed Édouard Louis – in cui parola, corpo e gesto scenico si intrecciano trasformando il racconto in immagini vive e poetiche.
Un percorso che mette in luce la capacità di Deflorian di dare vita a mondi delicati e intensi, capaci di risuonare con immediatezza e profondità nello spettatore.
Con 7 nomination ai Premi Ubu 2025, tra cui quella a Miglior spettacolo di teatro, La vegetariana di Daria Deflorian, dal romanzo di Han Kang, guida la lista dei titoli più candidati dell’anno.
Le nomination abbracciano tutte le componenti che ne hanno definito il percorso: la regia di Daria Deflorian, le interpretazioni di Monica Piseddu e Gabriele Portoghese, la scenografia di Daniele Spanò, il disegno luci di Giulia Pastore, fino all’adattamento firmato da Daria Deflorian e Francesca Marciano.
I vincitori verranno annunciati il 15 dicembre 2025, sul palco dell’Arena del Sole di Bologna, durante la cerimonia ufficiale dei Premi Ubu.
Per la prima volta dopo il Premio Nobel per la Letteratura, Han Kang torna in un paese straniero e sceglie l’Italia, a otto anni dall’ultima volta, per presentare Il libro bianco.
Sarà in dialogo con Daria Deflorian e Marco Del Corona, in un incontro che intreccia parola e teatro.
Dopo aver lavorato sull’opera di Han Kang in Elogio della vita a rovescio e in La vegetariana, Daria Deflorian offrirà alcune letture tratte dal romanzo, restituendo la delicatezza e la forza visionaria di una voce capace di guardare alla fragilità come forma di resistenza.
Caloma Festival – Un filo che lega l’entroterra al mare si inserisce nel progetto Casamassella – Borgo delle Tessitrici che porta avanti interventi di rigenerazione e momenti di valorizzazione di una rete di comunità, un insieme di fili e relazioni legano patrimoni, storie, persone, paesaggi in una tessitura continua.
La prossima edizione del festival si terrà dal 25 al 27 luglio 2025 a Casamassella (LE) e INDEX vi presenterà Ashes di Muta Imago e Suck my iperuranio di Giovanni Onorato.
Scopri di più su Suck my iperuranio ⟶

Finanziato nell’ambito del PNRR Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU
Quello che sapevamo era che mio padre aveva tre sorelle e adesso noi abbiamo due zie e pertanto una delle tre non è più viva. Una storia di famiglia è stata taciuta, nella convinzione che quello che non si dice non si saprà mai. Il racconto da fessura si trasforma rapidamente in voragine, perché mostra che il male è a volte inevitabile. Utilizzando disegni e parole, Giulia Scotti ha dato forma di libro al suo primo personale e sorprendente lavoro teatrale.
Giulia Scotti/ 42/ Quello che non c’è/ Sigaretten edizioni grafiche
Il 27/28/29 giugno alle ore 21, preceduto dall’installazione sonora a cura di Riccardo Fazi, ci sarà al Teatro Centrale Preneste a Roma l’apertura del percorso formativo che da aprile a giugno ha visto coinvolte gli/le allievə del corso di recitazione della Scuola Volonté. A partire dal breve testo The Other Place di Mary Gaitskill scorrono in scena racconti, piccole azioni, canzoni e esplosioni di quell’energia giovane che nel bene e nel male, attraverso piccoli e grandi fallimenti, fa crescere e diventare adulti.
una drammaturgia condivisa con allievi e allieve del corso di recitazione, sceneggiatura e regia
a cura di Daria Deflorian
cura dello spazio e aiuto regia Andrea Pizzalis
suono Emanuele Pontecorvo
tecnico Chiara Saiella
installazione sonora a cura di Riccardo Fazi
Dal 12 al 16 maggio, all’interno di una serie speciale di appuntamenti della trasmissione “Cose che succedono la notte” di Rai Radio 3, Daria Deflorian legge cinque brevi testi da Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. Un viaggio nella scrittura intensa e visionaria dell’autrice sudcoreana, tra corpi, memoria e trasformazione.
In programma: Il frutto della mia donna (lunedì 12 maggio), L’ora di greco (martedì 13 maggio), Atti umani (mercoledì 14 maggio), e Non dico addio in due puntate finali (giovedì 15 e venerdì 16 maggio). La lettura è affidata a una delle interpreti più sensibili della scena contemporanea, che ha recentemente diretto La vegetariana, adattamento teatrale tratto dal celebre romanzo di Han Kang.
Monica Demuru e Daria Deflorian propongono, presso il TeatroBasilica, un percorso verso la consapevolezza vocale e compositiva dei/delle partecipanti, per generare insieme dei paesaggi vocali.
Si lavorerà sulla produzione di materiali personali e di gruppo, prendendo spunto dalle suggestioni nate dai racconti in fase di prova per il prossimo progetto Tre donne.
Uno studio tra la narrazione lineare e lo sprofondare dentro dettagli che possano aprire echi legati a personali associazioni e ricordi per ampliare l’esplorazione uditiva.
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 aprile 2025.
Inauguriamo tüt, un nuovo progetto triennale di INDEX curato da Muta Imago e da Daria Deflorian.
Questa prima annualità, a cura di Daria Deflorian e ospitata negli spazi di Lottounico, rappresenta un’importante occasione di studio e di sostegno per giovani artistə e nuove formazioni. Un periodo di condivisione non solo con il tutor ma anche con i/le compagnə di studio. Uno spazio aperto, invece di un’asfissiante e concorrenziale corsa alla produzione che spesso schiaccia il momento della creazione. Le candidature dei propri progetti sono aperte fino al 28 febbraio.
La serata di consegna dei Premi Ubu 2024, giunti quest’anno alla loro 46esima edizione, è in programma per lunedì 16 dicembre 2023, all’Arena del Sole di Bologna (apertura porte ore 20), e dalle 20.30 in diretta su RaiRadio3.
La serata, condotta in sala da Monica Demuru e Lorenzo Pavolini, è a cura del collettivo lacasadargilla – Premio Ubu 2023 come Miglior Spettacolo di Teatro e Miglior Regia – con il paesaggio sonoro di Cristiano Calcagnile (che assieme a Demuru forma il duo Blastula.scarnoduo). Una festa condivisa con il pubblico, con Rai Radio3 ed Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale, che per il terzo anno ospita la cerimonia.
Danza, suono e scrittura, tra improvvisazione, montaggio e nuove drammaturgie: Antonio Tagliarini e Gaia Ginevra Giorgi curano un laboratorio intensivo, rivolto a giovani creatori, autori, performer, danzatori, attori e sound-designer. In che modo, a partire da pratiche di improvvisazione, è possibile produrre materiali drammaturgici che, affiancati e stratificati, possono aprire a nuovi spazi e nuove temporalità? Il laboratorio permette di immaginare collettivamente una scena porosa e abitabile, dove il dentro informa il fuori e viceversa.
È la prima esponente della tradizione letteraria coreana a essere insignita del prestigioso premio.
“Nella sua opera – si legge nella motivazione dell’Accademia reale svedese – Han Kang affronta traumi storici e insiemi invisibili di regole e, in ciascuna delle sue opere, espone la fragilità della vita umana. Ha una consapevolezza unica delle connessioni tra corpo e anima, i vivi e i morti, e nel suo stile poetico e sperimentale è diventata un’innovatrice nella prosa contemporanea”.
Kang è nata nel 1970, ed è nota soprattutto per il romanzo La vegetariana pubblicato in Corea del Sud nel 2007 e in Italia da Adelphi nel 2016.
La notizia arriva a qualche giorno dal prossimo debutto dell’adattamento teatrale di Daria Deflorian La vegetariana, tratto dall’omonimo romanzo.
Il 26 ottobre 2024, gli allievi e le allieve del corso di Alta Formazione di ERT Scrivere sulla scena. Masterclass con Daria Deflorian, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, Regione Emilia-Romagna, condivideranno il loro percorso formativo e creativo con una breve performance a cura di Daria Deflorian e Andrea Pizzalis collegata a La vegetariana e anch’essa ispirata al romanzo della scrittrice sudcoreana Han Kang. La performance rappresenta un momento di chiusura di un percorso pedagogico dedicato alla recitazione e alla creazione scenica, in una condivisione del metodo creativo di Daria Deflorian.
Dal 23 al 28 settembre, prenderà forma Piazza Vittorio. In una qualunque parte del pianeta, uno dei progetti vincitori del Bando dell’Estate Romana. Tra gli eventi legati al progetto ci sarà la creazione di un gruppo di studio e stiamo cercando persone che abbiano voglia di farne parte.
Dal 23 al 25 settembre, il gruppo, sotto la guida di Claudia Sorace, utilizzerà gli strumenti dell’arte per compiere un’indagine su una delle piazze più grandi d’Italia: Piazza Vittorio. Un luogo di passaggio, attraversato quotidianamente da diverse comunità di cittadini, che però abbiamo perso l’abitudine di guardare.
Il laboratorio è aperto a tuttə ed è completamente gratuito. Non c’è limite di età né di desiderio; non è necessario nessun tipo di formazione, né teatrale, né artistica in generale, ma solo atteggiamento di curiosità e di scoperta.
Cosa unisce due intermezzi scritti a distanza di duecentocinquanta anni, uno ambientato nel boudoir di un ricco nobile napoletano e l’altro nella stanza di un ospedale di Melbourne? Dopo il successo del dittico La Legge / Gli occhi di Ipazia di Giacomo Manzoni (prodotto nel 2023 dalla Stagione Lirica di Spoleto), Claudia Sorace e Riccardo Fazi tornano, su proposta de I Teatri di Reggio Emilia, a curare rispettivamente regia lirica e drammaturgia di un nuovo dittico che farà incontrare due capolavori della musica in scena: La Serva Padrona di Giovanni Battista Pergolesi e Alfred, Alfred di Franco Donatoni.
Tre giorni di intenso lavoro sull’ascolto in scena. Attraverso la condivisione di una serie di pratiche performative sviluppate dalla regista Claudia Sorace negli ultimi anni, l’obiettivo del laboratorio è quello di raggiungere insieme un livello di awareness e presenza scenica condivisa che possa aprire possibilità drammaturgiche potenziali, dinamiche e inaspettate. A partire da un lavoro di scavo su alcuni momenti de Il Giardino dei Ciliegi di Anton Cechov il lavoro cercherà di aprire questioni che riguardano l’attore e l’attrice come esseri umani e come persone.